Intervista a Invader Studios, i creatori di Daymare 1998

In occasione dell’uscita su console di Daymare 1998, i ragazzi di Invader Studios hanno gentilmente rilasciato un’intervista per le nostre pagine. Nato dalle ceneri del fan remake di Resident Evil 2, Daymare 1998 è un omaggio ai survival horror anni novanta che riesce a riportare nel mercato odierno lo spirito di titoli quali Silent Hill, Resident Evil e Alone in the Dark.

Nel panorama indipendente Daymare è sicuramente un progetto ambizioso. Per queste ragioni ci siamo chiesti se abbiate messo nel gioco tutte le vostre idee o se vi siate trovati a dover tagliare parti o meccaniche.

“Non tutte. Abbiamo fatto del nostro meglio per poter inserire le meccaniche che volevamo rendessero unico il titolo e ci siamo riusciti. Altre feature invece sono rimaste fuori per scelta o per via del budget, ma contiamo di poterle presentare presto al meglio. Le idee sono sempre moltissime, ma devono ovviamente piegarsi alle possibilità produttive che si hanno in quel frangente, anche perché meglio concentrarsi su poche cose fatte bene che su troppe non riuscite.”

Nell’ideare la storia, le ambientazioni e i personaggi di Daymare quali sono state le vostre ispirazioni dal mondo dell’intrattenimento horror? In quale media avete trovato gli stimoli più interessanti?

“In tutti. Cinema, serie TV e ovviamente videogiochi iconici degli anni ’80 e ’90. Siamo cresciuti in quegli anni e abbiamo preso tutto il meglio dai prodotti dell’epoca per poi rielaborarli in una forma che fosse tutta nostra, originale e tradizionale allo stesso tempo. Il nostro intento era fare in modo che tutti i giocatori, dai più ai meno nostalgici, avessero la sensazione di ritrovarsi in qualcosa che già conoscessero, ma anche nuovo allo stesso tempo.”

Quanto è sostenibile un progetto videoludico indipendente in Italia?

“Molto dipende dalle dimensioni della produzione, del team e della società che c’è dietro. Purtroppo è un settore che richiede sforzi economici e personali enormi, quindi tutto è relativo all’ambizione di quello che si vuole creare.”

Avete ricevuto particolare supporto da parte dei publisher? Ci sono in Italia investitori privati che puntano a progetti in questo settore?

“In Italia non molti. Il supporto del publisher o di altre realtà finanziare può essere vitale in molti casi, e nel nostro è stato così.”

Che possibilità particolari vi ha offerto l’utilizzo dell’ Unreal Engine 4 come motore grafico? Avete, inoltre, ricevuto qualche supporto da parte di Epic?

“Abbiamo avuto modo di sentirci spesso con loro, data l’ambizione del nostro progetto, e ci sono stati molto utili. Riguardo le possibilità offerte dall’engine sono enormi, e non le scopriamo certo noi.”

Quanti elementi del vostro progetto originale avete ritrovato in Resident Evil 2 Remake? 

“Molti a dir la verità, dalle meccaniche scelte a diverse modifiche delle location o della storia, ma lo sapevamo sin da quando abbiamo incontrato Capcom anni fa ed è anche per questo che siamo stati inseriti da Capcom stessa nei titoli di coda di gioco. Siamo fieri ed onorati di questo risultato straordinario e piuttosto raro.”

Vista che l’uscita su console è ormai imminente, avete già in mente quale sarà il progetto successivo? Se sì, potete dare qualche anticipazione o è ancora tutto segreto? 

Abbiamo sempre pensato a Daymare come una trilogia, e vogliamo che sia così. Proprio per questo abbiamo già in mente diverse idee che vorremmo mostrare presto.

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