Recensione | Shovel Knight: King of Cards

Parlare dell’ultima avventura di Shovel Knight è come raccontare un viaggio più unico che raro nel panorama videoludico. Era il 17 Marzo 2013 quando il gioco fu annunciato dall’appena nato Yacht Club Games con un trailer ed una campagna Kickstarter, in un periodo in cui il crowdfunding era emerso come una buona alternativa per gli sviluppatori indie al classico sistema di pubblicazione dei giochi tramite publisher ed investitori esterni. Il titolo non solo riuscì a superare tutti gli stretch goal previsti, ma anche a completare lo sviluppo del gioco in poco più di un anno e soprattutto a diventare un’ icona del mondo indipendente, con numerose collaborazioni e cameo in altri titoli.
Oltre alla campagna originale Shovel of Hope, gli sviluppatori hanno continuato a supportare la loro opera con diverse modalità extra, sfide a tempo, una modalità New Game +, nuove campagne con noti villain dall’iconico cavaliere blu. Dopo più di 6 anni dall’inizio di questo viaggio e più di 2 anni dall’uscita della precedente espansione, lo studio conclude questa avventura con King of Cards, campagna dedicata a King Knight e alle sue malefatte prima degli eventi di Shovel Knight.

Le ambientazioni saranno sia familiari che nuove di zecca, sempre con lo stile classico di Shovel Knight.

La premessa narrativa della disavventura di King Knight è semplice: viene indetto uno speciale torneo del popolare gioco di carte Joustus e chiunque sconfiggerà i tre giudici del torneo sarà incoronato Re del Joustus. Ovviamente il nostro egocentrico protagonista è intenzionato ad ottenere un tale titolo regale, per cui lo accompagneremo in un intrepido viaggio dove incontreremo vecchie conoscenze e nuovi personaggi. La storia si mantiene semplice ed in linea con lo standard del genere, non tenta di sorprendere ed intrigare come invece tentò Specter of Torment, la campagna a tema Specter Knight, dove la narrativa era più complessa e voleva offrire più sfaccettature ai suoi personaggi principali. Anche il tono e l’atmosfera di gioco si mantengono sulle stesse linee delle precedenti campagne, con un senso di spaesata meraviglia e goliardica scherzosità, soprattutto nelle interazioni tra il protagonista e i vari abitanti del mondo di gioco. L’espansione trasuda questa atmosfera gioiosa e piena di vita anche grazie all’ottima coesione fra la narrativa e un art design e un sound design che mantengono i picchi qualitativi delle precedenti campagne. In particolare l’uso dello stile 8-bit, unito all’ottimo sound design, permette all’opera di trasudare un’atmosfera simile ai giochi dell’epoca NES.

Nuovi livelli pieni di segreti attendono di essere scoperti.

La struttura ludica di King of Cards è stata pesantemente modificata in diversi elementi, primo fra tutti il sistema di movimento. King Knight può saltare e fare uno slancio in avanti con una spallata, la quale non appena colpisce un nemico o una superficie, causerà un rimbalzo in alto ed il personaggio farà una piroetta mentre scende verso il pavimento. In un certo senso questo set di movimento sembra un mix tra Shovel Knight e Wario in WarioLand. Per compensare questa differenza nel movimento ed abilità il level design è stato rivisitato e rispetto alle avventure precedente viene proposto un numero di livelli maggiore ma dalla durata inferiore.
Dopo una serie di livelli introduttivi verremo introdotti all’unico hub di gioco, l’aeronave Ala Planante, dove potremo comprare potenziamenti per la nostra salute, vigore, abilità e chiacchierare o giocare a Joustus con gli ospiti della nave.
La maggior parte dei livelli sarà strutturata con un solo checkpoint a metà strada e con 3 medaglie ottenibili, le quali sono in totale 135. Esse rappresentano una delle forme di collezionabili che si potranno trovare nel corso del gioco e serviranno a comprare cimeli o potenziamenti per il vigore. Alcuni livelli saranno legati all’uso dei cimeli, altri a tesori che possiamo depredare mentre altri ancora saranno i livelli boss, i quali rappresentano un mix di tutte le sfide affrontate nella zona coronate da una boss fight finale.
Livelli completamente differenti saranno invece le Case del Joustus, luoghi dove troveremo diversi npc che potranno essere sfidati per ottenere medaglie e nuove carte. Ciò conferma la capacità del gioco di offrire una gran varietà in termini di livelli ed attività da fare nel corso della storia.
I cambiamenti della progressione dei livelli di gioco uniti al nuovo sistema di movimento pensato per l’improbabile eroe regale, rendono l’esperienza sia impegnativa per gli amanti del genere sia accessibile ai neofiti.

Ci sono diverse zone del mondo, piene di livelli, sfide, incontri particolari, ed altro ancora.

La principale novità in termini di sistema di gioco è rappresentata dal minigame Joustus, un gioco di carte nel quale dovremo prendere il maggior numero di gemme presenti sul tavolo posizionando le proprie carte sulla casella della gemma. La particolarità del sistema di gioco è rappresentata dal fatto che non si possa posizionare direttamente le proprie carte sulla gemma, ma si debba “spingerle” da una casella vuota verso quella della gemma, evitando che l’avversario riesca fare altrettanto. Nonostante la premessa molto semplice il gioco di carte è pieno di meccaniche da sfruttare per poter avere la meglio sui propri avversari. Ad esempio vi sono differenti livelli delle frecce direzionali delle carte, carte che spingono via quelle adiacenti come fossero una onda d’urto e carte che possono distruggerne altre se vengono spinte verso di esse.
La maggior parte dei viaggiatori potrà essere sfidato a carte e dopo essere sconfitto cederà al giocatore una o più delle sue carte. Ciò avviene anche in caso di sconfitta del giocatore ma con la differenza che potremo sempre vincere indietro o ricomprare dal mercante Chester le carte perdute. Chester potrà inoltre vende carte misteriose, le quali si rivelano non appena le si compra, oppure trucchetti, ovvero abilità che potremo giocare al posto delle carte che offrono vantaggi molto potenti, come ad esempio utilizzare tutte le carte in mano in una volta.
I mazzi sono composti da 16 carte e il gioco ne offre un vasto numero tra le quali scegliere. La maggior parte di esse può essere ottenuta più di una volta mentre altre saranno carte esclusive prive di doppioni. Ogni carta rappresenta un personaggio del mondo di Shovel Knight, dai nemici basilari come gli Scarabelli che infestano i livelli iniziali del gioco ai cavalieri dell’Ordine degli Spietati fino ad abitanti pacifici come il Re Tromela, Percy ed altri ancora.
Nonostante possa sembrare un semplice minigioco, è evidente come il Joustus sia stato pensato come una parte integrante dell’opera e funziona egregiamente come alternativa al classico platforming della serie.

I tavoli del Joustus avranno spesso diverse dimensioni ed ostacoli da superare.

Da un punto di vista estetico King of Cards continua ad essere un gioco con un comparto tecnico sopraffino. Lo stile pixel-art che rimanda ad i classici dell’era 8-bit è eccellente e l’elevato dettaglio degli sprite e delle animazioni dei personaggi dimostrano tutta la modernità dell’opera.
Il sound design si mantiene in linea con lo stile delle precedenti campagne proponendo suoni che si adattano perfettamente agli effetti visivi ed alle animazioni, in particolare quelle dei personaggi principali. Anche se la colonna sonora, realizzata da Jake “Virt” Kaufman, è composta per lo più da remix dei brani delle varie campagne precedenti non dona mia la sensazione di trovarsi davanti a brani “riciclati” dalle vecchie versioni.
Da un punto di vista tecnico il gioco è ottimizzato e non riscontra problemi di cali di framerate, tearing, input lag. Inoltre la versione testata non aveva problemi di bug o glitch di alcun tipo.

Nonostante abbia più di 5 anni, il comparto visivo continua ad essere di alta qualità.

Questa espansione conferma ancora una volta le grandi doti di Yatch Club Games nel creare platform 2D che sanno divertire, intrigare e fornire un livello di sfida impegnativo ma allo stesso tempo non sbilanciato o frustrante.
King of Cards non solo introduce gradite novità alla formula di gioco, ma mostra inoltre la piena maturità raggiunta dallo studio in termini di game design ed accessibilità del titolo ad un pubblico meno abituato al genere.

Voto espansione: 8.5

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